domenica 19 settembre 2010

Tremonti: "L'eolico è una balla" - Tg24 - Sky.it

Come è possibile che un ministro dica certe cose che non riuscirebbe a pensare neanche un BossiTrota? Povera Italia! http://tg24.sky.it/tg24/economia/2010/09/18/giulio_tremonti_eolico_cortina.html
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domenica 12 settembre 2010

Il pecorino sardo si fa concorrenza da solo


Dietro i romeni due imprenditori isolani

I fratelli Pinna, primi produttori caseari della Sardegna,

controllano il 70,5% di Lactitalia. Il resto è della Simest

MENTRE PROTESTANO PASTORI E ALLEVATORI



Il pecorino sardo si fa concorrenza da solo

Dietro i romeni due imprenditori isolani



I fratelli Pinna, primi produttori caseari della Sardegna,

controllano il 70,5% di Lactitalia. Il resto è della Simest





Le proteste dei pastori sardi a Roma (foro Epa)

Capitale, azionisti, mission: dalla Camera di commercio di Bucarest affiorano tutti gli ingredienti di un business fratricida. Se non nei fermenti lattici (romeni) almeno negli investimenti, il pecorino dell’Est concorrente del Dop è rigorosamente italiano. Mentre pastori e allevatori, schiacciati dalla crisi dei vari comparti, manifestano con sit in e proteste locali (dalla Sardegna alla Sicilia) dai registri di Bucarest, spunta l’identikit della concorrenza. Lactitalia, società «cu raspundere limitata», specializzata in allevamento di bovini da latte, ovini, caprini, prodotti caseari e alimentari vari (ma anche investimenti e amministrazione d’immobili) che esporta latticini romeni con nome cinematografico - «La Dolce Vita» - è un mix inatteso di capitale privato e pubblico. La prima sorpresa la riservano gli investitori privati,ossia la Roinvest srl.



Se il nome è oscuro, la proprietà è illustre: l’impresa, con sede a Sassari, appartiene infatti ai primi produttori caseari della Sardegna: Andrea e Pierluigi Pinna. Nomi prestigiosi con un ruolo strategico proprio nella difesa del made in Italy. Il primo, Andrea, è vice presidente del Consorzio di Tutela del Pecorino sardo. Suo fratello, Pierluigi è consigliere dell’organismo che certifica il controllo di qualità dello stesso formaggio nostrano. L’uno e l’altro dovrebbero difendere il prodotto dai falsi, come si legge sul sito: «Il consorzio svolge sia nel territorio di produzione che in quello di commercializzazione, funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e salvaguardia degli interessi relativi alla denominazione, contro ogni e qualsiasi abuso, atto di concorrenza sleale e contraffazione». Con una quota azionaria pari al 70,5% i Pinna sono i principali azionisti di Lactitalia. Quanto all’altra fetta di azionariato, il 29,5% del capitale residuo, appartiene alla pubblica Simest, controllata dal ministero dello Sviluppo economico. Sul «pecorino di stato» tuona Coldiretti: «Ci auguriamo che il ministero ritiri la quota di partecipazione a un’impresa che imita il made in Italy e fa concorrenza sleale ai nostri imprenditori» dice Sergio Marini, presidente di Coldiretti. Insomma qui non è più la lotta al Chianti californiano, al pesto della Pennsylvania o al pomodoro cinese: il piccolo faro occupazionale rappresentato dallo stabilimento Lactitalia di Recas a 20 chilometri da Timisoara, rappresenta un affronto per pastori, e allevatori che producono a costi sempre più elevati e con margini sempre più incerti.



A parte la bile per i soci dei consorzi nello scoprire che i propri rappresentanti nominati per tutelarli investono nell’impresa concorrente (beneficiando di sovvenzioni pubbliche, di solito regionali), c’è quell’investimento pubblico in Lactitalia che, secondo i calcoli di Coldiretti, è pari a «862mila euro». Mica poco. Intanto fratelli Pinna, interpellati in proposito, non rispondono. Vuoi per gli impegni aziendali, vuoi per altri locali: «Mi spiace ma non sono in sede, partecipano alla festa patronale della Madonna di Seuni» spiegano con gentilezza dalla direzione. Irritazione per la vicenda Lactitalia filtra anche dal ministero dell’Agricoltura: «Abbiamo istituito un gruppo di lavoro che si occupa di contraffazioni dei prodotti agricoli italiani in genere. Quanto a Lactitalia, la responsabilità non è nostra ma di chi ha gestito e gestisce il ministero dello Sviluppo. Si conferma comunque che abbiamo ragione promuovere la battaglia sull’etichettatura e insistere con l’Europa affinchè vigili sui prodotti di origine controllata e sanzioni in caso di contraffazioni».



Ilaria Sacchettoni

12 settembre 2010

Fonte il Corriere della Sera

martedì 7 settembre 2010

I: Newsletter settembre 2010 - INGIUSTA SENTENZA PER GLI ATTIVISTI DELLE BALENE!

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From: "Greenpeace Italia" <gpitalia@greenpeace.org>
Date: Tue, 07 Sep 2010 18:54:09 +0200
To: <alexander.scano@gmail.com>
ReplyTo: milena.sgaramella@greenpeace.org
Subject: Newsletter settembre 2010 - INGIUSTA SENTENZA PER GLI ATTIVISTI DELLE BALENE!

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Sentenza ingiusta per i Tokyo Two. Leggi la news

Ciao alexander,


per il mondo dell’attivismo ieri è stato un giorno nero! Junichi e Toru – i nostri due attivisti che hanno denunciato la corruzione del programma giapponese di caccia alle balene – sono stati condannati a un anno di reclusione con sospensione della pena per tre anni. Una sentenza assolutamente sproporzionata e ingiusta per i "Tokyo Two", che hanno agito per far sapere al mondo la verità sulla caccia alle balene nell'Oceano Antartico.

I Tokyo Two sono stati ritenuti colpevoli di furto e violazione di domicilio. Per smascherare il contrabbando di carne di balena all’interno del programma di caccia giapponese, Junichi e Toru erano riusciti a intercettare due delle numerose casse contenenti carne di balena, destinate illegalmente a membri dell'equipaggio per uso "privato". In tutto il mondo – anche a Roma – abbiamo protestato contro questa sentenza, che rappresenta un freno per la democrazia e per i diritti. L’attivismo non è un crimine!

 



DIALOGO DIRETTO

Cerchi lavoro? Da settembre il Dialogo Diretto - oltre a Roma, Milano, Torino e Bologna - sarà presente anche a Napoli e Padova. Se ti interessano le tematiche ambientali e stare a contatto con la gente, invia subito la tua candidatura.
Per candidarti
 

IN AUSTRIA CONTRO 'BERLUSCONI NUCLEARE'
È partita la campagna virale di Greenpeace Austria "Stop Berlusconi" per fermare i piani nucleari del nostro Presidente del Consiglio. Gli austriaci si preoccupano soprattutto perché uno dei siti nucleari più probabili in Italia, Chioggia, è vicino al loro confine.
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BLOCCATA PIATTAFORMA PETROLIFERA NELL’ARTICO
Hanno passato più di quaranta ore appesi alla piattaforma petrolifera Stena Don nell'Artico. Sono state le dure condizioni climatiche – drastico abbassamento delle temperature, vento forte e mare in tempesta - a costringere i nostri quattro attivisti a scendere. Hanno bloccato le operazioni di esplorazione per due giorni!
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SOGLIOLE TOSSICHE: NON INGERIRE!
Le sogliole pescate nel Santuario dei Cetacei sono tossiche! Tutti gli esemplari che abbiamo fatto analizzare risultano contaminati da metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici e bisfenolo A, in certi casi oltre il limite consentito dalla legge.
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EVENTI DEL MESE

GREENPEACE FESTIVAL A SALERNO – Dal 17 al 19 settembre a Sicignano degli Alburni (SA), nel Parco Nazionale del Cilento si terrà il festival dedicato a Greenpeace. Si esibiranno varie band musicali del salernitano, che spazieranno dalle musiche etniche e popolari, al jazz, al rock, al metal. Stand degustativi di numerose aziende di agricoltura biologica ed esposizioni di artisti sensibili alla causa ambientalista. Non mancheranno i nostri campaigner a parlare delle ultime attività dell’associazione.

FIERA DEL RISO – Il 30 settembre alle ore 18.00, in occasione della Fiera del Riso a Isola della Scala (Verona), Greenpeace organizza un incontro per salvaguardare il riso italiano dagli OGM. Alla Tavola rotonda parteciperanno Greenpeace, Consorzio di Tutela del riso Vialone nano veronese, Slow Food, Coldiretti, Aiab e il Prof. Gianni Tamino, dell’Università di Padova. Al termine dell'incontro verrà offerto a tutti i presenti un piatto di risotto rigorosamente NON-OGM!

ZERO EMISSION – Dal 7 al 10 settembre presso i padiglioni della Fiera di Roma si terrà il più grande evento dedicato alle energie rinnovabili. Il 9 alle ore 10.50 interverrà come relatore Alessandro Giannì, il nostro direttore delle Campagne, nella sessione "Il solare a concentrazione: progetti e prospettive per il futuro".


 
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mercoledì 1 settembre 2010

I: DUE NAVI IN MISSIONE CONTRO IL PETROLIO

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From: "Greenpeace Italia" <gpitalia@greenpeace.org>
Date: Tue, 31 Aug 2010 18:39:41 +0200
To: <alexander.scano@gmail.com>
ReplyTo: milena.sgaramella@greenpeace.org
Subject: DUE NAVI IN MISSIONE CONTRO IL PETROLIO

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Greenpeace Update
31 Agosto 2010
 


Ciao alexander,

da questa mattina all’alba quattro dei nostri attivisti stanno bloccando la piattaforma petrolifera Stena Don, situata nelle gelide acque al largo della Groenlandia. Gli attivisti sono riusciti a scalare la piattaforma e sono ben equipaggiati per rimanere appesi diversi giorni.

Le grandi compagnie petrolifere devono restare fuori dall'Artico. Piattaforme come questa - impegnate in esplorazioni petrolifere - potrebbero far scattare la scintilla della corsa all’oro nero nell'Artico, mettendo a rischio questo fragile ecosistema e il clima globale.

Se riusciremo a bloccare la Stena Don anche per pochi giorni sarà difficile per la compagnia britannica Cairn Energy terminare le attività di esplorazione entro quest'anno. Un tempo che speriamo sia sufficiente a ottenere una moratoria mondiale per l'estrazione di idrocarburi in alto mare.

I quattro climber sono partiti a bordo dei gommoni provenienti dalla nostra nave Esperanza impegnata da qualche settimana in un tour nell'Artico contro le perforazioni petrolifere, mentre anche un'altra nave, l'Arctic Sunrise, è in missione nel Golfo del Messico per svolgere analisi indipendenti sull'impatto della marea nera.

Le nostre azioni contro il petrolio sporco non si fermano qui. Continua a seguirci e aiutaci a diffondere la nostra campagna.

Grazie!

Giorgia Monti
Responsabile Campagna Mare
Greenpeace Italia


 


 

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