domenica 31 ottobre 2010

Aiutiamo il Pianeta!!!

"Ecco quali sono i dati di cui possiamo fidarci"

Il sole è la principale fonte energetica per il nostro pianeta e al tempo stesso costituisce la forma di energia più pulita dal punto di vista ambientale. Il flusso di energia che raggiunge ogni anno la Terra è superiore di molti ordini di grandezza all'attuale consumo energetico mondiale: riuscire a convogliarla tutta oggi è un'utopia ma abbiamo tecnologie che possono aiutarci a far si che una piccola parte di questa immensa energia naturale possa essere utilizzata per coprire un po' del nostro fabbisogno energetico.

La tecnologia che può aiutarci a raggiungere questo risultato è quella che viene utilizzata nei sistemi fotovoltaici che, attraverso pannelli solari, fanno sì che l'energia che viene dal sole possa essere trasformata in energia elettrica utile nelle case a far funzionare gli elettrodomestici, e nelle aziende a far funzionare le apparecchiature. La quantità di energia che può essere utilmente raccolta da un sistema fotovoltaico dipende anzitutto dalla radiazione del luogo. La radiazione è l'energia solare media che, in un dato intervallo di tempo, colpisce una superficie piana orizzontale e viene misurata in chilowattora al metro quadro (kWh/m2).

Questo è il parametro portante per la progettazione di un impianto solare e varia con la latitudine: per esempio a Milano è circa pari a 1300 kWh/m2 mentre a Palermo 1700 kWh/m2. Nell'arco dell'anno la radiazione solare è soggetta a considerevoli variazioni a seconda dell'ora del giorno, della stagione dell'anno, della latitudine e delle condizioni climatiche da studi e prove effettuate, è emerso che il posizionamento ottimale per il sistema fotovoltaico è quello in cui i raggi solari raggiungono la superficie del modulo in direzione perpendicolare allo stesso. In Italia, per garantire la massima efficienza ed ottimizzare la raccolta solare, è necessario inclinare i moduli di circa 30° con la superficie del modulo rivolta a sud per consentire il massimo di ore di esposizione al sole.

Prendendo come riferimento un impianto da 1kW di potenza nominale con orientamento ed inclinazione ottimali ed assenza di ombreggiamento è possibile stimare i seguenti valori annui di produzione per i sistemi fotovoltaici disponibili oggi sul mercato: 1050 kWh/anno nel nord Italia, 1250 kWh/anno nel centro Italia e 1350 kWh/anno nel sud Italia.Considerando che una famiglia media ha 3 kW di potenza impegnata e un consumo di 3000 kWh all'anno, per coprire questo consumo sarà necessario un impianto fotovoltaico di potenza nominale pari ad almeno 2,86 kW nel nord Italia, un impianto di 2,4kW al centro e un impianto di 2,2 kW al sud.


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L'Isola che non c'è per il Governo

Dimenticati all’Asinara
isolacassintegrati
Ci sono quattro buste appena aperte, ma adesso arriva il freddo. Forse non gliene frega nulla a nessuno, in questo paese, perché gli operai della Vinyls di Porto Torres, volontariamente autoreclusi nell’isola dell’Asinara, non praticano il Bunga Bunga, ma casomai lo subiscono, per il gioco delle trattative e delle beffe realizzato sulla loro pelle. Adesso arriva il freddo, l’inverno, che si abbatte gelido sulle colline brulle dell’Asinara e la protesta dopo 246 giorni di stenti può diventare persino drammatica, ed è appesa al filo di un’asta che si chiude questa settimana. Oggi si toccano 246 giorni di occupazione delle celle della diramazione carceraria di Formelli. In questa lunga stagione di stenti sull’isola si sono celebrati compleanni di bambini, un primo maggio di musica e di festa, svariate dirette televisive. Si sono visti succedere, nella terra vista dall’isola – cioè l’Italia – tre presunti ministri dello Sviluppo economico. Tutti sanno che Claudio Scajola si è dimesso travolto dallo scandalo della casa “a sua insaputa”, non tutti ricordano che quella mattina aveva un appuntamento al ministero in cui avrebbe dovuto “risolvere” la vertenza e favorire l’acquisto da parte di una ditta araba, la Ramco, l’unica che fino a quel momento avesse fatto un’offerta di acquisto seria. Ma quel giorno Scajola non prese mai parte a quell’incontro, l’Eni tenne alto il prezzo delle sue materie prime (che sono il punto decisivo di questa trattativa), la Ramco fece un passo indietro e scomparve. Poi è stata la volta del ministro ad interim, Silvio Berlusconi. Mesi di limbo in cui nulla è accaduto e nulla è stato fatto. Adesso tocca a Paolo Romani, che non ha ancora ritenuto opportuno fare passi ufficiali su questa vicenda.
La Sardegna è sempre più il luogo simbolo della rabbia: pastori in rivolta, industrie dimesse e poi loro, l’Isola dei Cassintegrati, raggiunti nei giorni scorsi persino da una delegazione che è partita in barca dall’Australia per conoscere la loro esperienza. Adesso però ci sono quattro buste sul tavolo negoziale: i commissari straordinari che hanno il compito di gestire l’azienda nel periodo di crisi le hanno aperte lunedì scorso. Quattro offerte che, come in un gioco di scatole cinesi, potrebbero rappresentare altrettanti offerenti. C’è un ditta svizzera dietro cui – come scrive sul sito degli operai della Vinyls Michele Azzu – “potrebbe celarsi la stessa Ramco”. Delle quattro, questa è l’unica che si propone di acquistare tutti gli impianti, sia quelli di Porto Torres che quelli di Porto Marghera e di Ravenna. Poi c’è una ditta di Varese che vuole acquisire solo quelli di Ravenna e poi c’è una società croata con una pessima fama, la Dioki, che ambisce solo a quelli del Veneto. In ballo, nei tre stabilimenti ci sono 370 operai. E secondo i sindacalisti che hanno seguito la trattativa persino dietro la società di Varese potrebbe nascondersi un altro protagonista industriale di primo piano, i francesi della “Arkema”. Non è un retroscena da poco, se fosse vero, perché quest’anno le quotazioni di mercato del Pvc sono salite e le quote di produzione abbandonate dall’Italia sono state coperte da Francia, Spagna e Germania. Forse questa trattativa nasconde un “Risiko” più complesso di quanto appaia in superficie e una strana forma di “desistenza” industriale che verrebbe meno se la chimica italiana riaprisse i battenti.
Sta di fatto che adesso arriva il freddo gelido dell’inverno sardo, nuvole nere cariche di pioggia si affacciano sul mare. E mantenere l’occupazione della Torre Aragonese (che dura da dieci mesi) e il presidio nell’isola (da otto) può diventare persino rischioso per l’incolumità degli operai. C’è chi, come Andrea Spanu, si è fatto crescere la barba lunga, chi ogni tanto torna a terra come Tino Tellini. Tra i cassintegrati si sono persino create dinamiche da reality, sono usciti due diversi libri (quello di Tino Tellini e quello di Silvia Sanna) ci sono state lezioni magistrali all’università, litigi e amori.
C’è di nuovo che questa volta l’Eni, per bocca di Leonardo Bellodi, l’amministratore delegato della Syndial (la società del gruppo che segue la trattativa) ha espresso la volontà di “venire incontro al compratore”. Come? Praticando prezzi di favore sul dicloroetano, materia fondamentale per il ciclo del Pvc sviluppato dalla Vinyls. Pietro Marongiu, il “tiranno dell’isola”, decano degli operai sardi, ripete: “Anche se arrivasse la glaciazione resteremo nell’isola. Qualcuno ha detto che siamo in vacanza e non vede l’ora che ce ne andiamo, ma noi abbiamo una sola certezza: ce ne andremo solo quando la trattativa sarà, in un modo o nell’altro risolta”. Ci sono quattro buste, arriva il freddo, e altri sette giorni di attesa da passare. Al contrario dei reality televisivi, qui il dramma è vero.
Luca Telese

martedì 26 ottobre 2010

Tweet da @ansa_it

Usa: piu'grande impianto solare mondiale. Quattro centrali solari da 250 megawatt ciascuna http://bit.ly/d7E2JR


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venerdì 15 ottobre 2010

Tweet da @repubblicait

Trucchi, caffè, droghe, niente soste camionisti-schiavi diventano assassini: INCHIESTA ITALIANATrucchi, caffè, dr... http://bit.ly/9mEX4j


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I: Marea rossa in Ungheria. Il nostro team è sul posto

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From: Greenpeace Italia <greenpeace.italy@mailing.greenpeace.org>
Date: Wed, 13 Oct 2010 12:18:46 -0400 (EDT)
To: <alexander.scano@gmail.com>
ReplyTo: greenpeace.italy@mailing.greenpeace.org
Subject: Marea rossa in Ungheria. Il nostro team è sul posto

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Ciao alexander,

sicuramente sarai a conoscenza della marea rossa che si è riversata nelle strade, nei campi e nei fiumi dell'Ungheria. Giornali, radio e tv ne parlano da giorni. Il 4 ottobre scorso qualcosa non ha funzionato nell'impianto di lavorazione dell'alluminio della città di Ajka, nella parte occidentale del territorio ungherese. Tonnellate e tonnellate di fanghi tossici sono fuoriusciti dalla vasca di contenimento, inondando presto tutta la zona. Il giorno successivo un nostro team è arrivato sul posto.

Abbiamo prelevato nei pressi di Kolontar dei campioni di acqua e fango e li abbiamo portati ad analizzare alla Austrian Federal Environment Agency di Vienna e al laboratorio Balint di Budapest. I risultati delle analisi sono allarmanti: valori di metalli pesanti sorprendentemente alti. Oltre a mercurio e cromo, elevata soprattutto la concentrazione di arsenico.

Questa contaminazione rappresenta un grave rischio per gli ecosistemi acquatici, le falde di acqua potabile e la salute pubblica, anche a lungo termine. Intanto il Governo ungherese non ha ancora pubblicato alcun dato sulla contaminazione dei fanghi. Perché deve essere sempre Greenpeace a pubblicare dati sconcertanti e informare sulla realtà dei fatti?

Le autorità ungheresi hanno perlomeno posto sotto il controllo dello Stato l'impianto di alluminio di Ajka, che è stato commissariato per due anni. Il compito del commissario, oltre che organizzare la riapertura dell'impianto, consisterà nell'avviare un processo di riparazione dei danni, gestire gli indennizzi a carico dell'azienda e accertare le responsabilità del disastro.

Vittime e opinione pubblica hanno il diritto di sapere esattamente cosa c'è sotto. Il nostro team sta già effettuando nuovi prelevamenti. Non ce ne andiamo fino a quando non avremo scoperto tutta la verità su quel fango. E la diremo anche a te!

Abbiamo bisogno del tuo sostegno per continuare la ricerca e testimoniare quello che accade qui, fai una donazione oggi stesso!


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Grazie!

Vittoria Polidori
Responsabile campagna Inquinamento
Greenpeace Italia


 
 

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Greenpeace Italia 2010

Fanghi tossici in Sardegna? “Bomba ecologica” rossa a Portovesme, l’allarme di Panorama

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/fanghi-tossici-bomba-ecologica-portovesme-panorama-592969/
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sabato 2 ottobre 2010

Tweet da @feedecologia

Michelin Sotto Accusa Per Decessi Da Tumore http://goo.gl/fb/1ZMWV #michelin


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