martedì 29 marzo 2011
mercoledì 16 marzo 2011
Dall'Unità x l'Unità
Confessiamo un peccato, noi che siamo così miti e che in vita nostra non abbiamo mai fatto a botte con nessuno, nemmeno quando avevamo l'età e l'incoscienza per farlo. Ci è venuta, in questi giorni, una irrefrenabile voglia di dare un bello schiaffo a quei signori leghisti che si sono rifiutati di ascoltare l'Inno d'Italia prima a Milano e poi anche a Bologna. A cominciare dal piccolo Trota che ha quell'aria da figlio tonto di papà, uno che se la tira perché sa di essere il protetto del Gran Capo. Sì li prenderemmo tutti volentieri a sberle, quelle "vecchie, buone, domestiche sberle" di cui parlava il nostro Fortebraccio nei suoi corrosivi corsivi sull'Unità. Quelle che si danno senza violenza, solo per far capire che si sta facendo una grande stronzata. Perché in fondo quei leghisti (a cominciare sempre dal piccolo Trota) hanno una faccia da schiaffi. Fanno i consiglieri, i deputati, i senatori, sono ministri e sottosegretari, stanno dentro società pubbliche e tentano di mettere le mani anche altrove, comandano a Roma e urlano in Padania, proteggono il Gran Sultano accusato di far sesso con le ragazzine e poi si rifiutano di festeggiare l'Unità d'Italia e l'Italia stessa. Forse una "vecchia, buona, domestica sberla" può fargli capire che se possono dire tutte le stupidaggini che gli passano per la testa è anche grazie a chi ha fatto questa Italia, dai ragazzi del Risorgimento a quelli della Resistenza. Ma dubitiamo che lo capiscano. Il piccolo Trota,soprattutto, diventato consigliere regionale per diritto ereditario, uno che ci ricorda quei compagni di classe sempre sicuri di sé, spavaldi e intoccabili, perché ritenevano che il papà fosse importante. E magari faceva semplicemente l'usciere al ministero. Ma questa dei leghisti è una storia molto più seria, drammaticamente seria. E noi che, ogni giorno, facciamo i bravi cittadini, non posteggiamo in seconda fila, paghiamo le tasse, mandiamo i figli all'università pubblica e non usufriamo di alcun condono, e in tutti questi modi difendiamo la dignità del nostro Paese, ci siamo davvero rotti le scatole di questi "rivoluzionari padani" che prendono lo stipendio dallo Stato (pagato anche con i nostri soldi) e sputano sul tricolore. Come direbbero loro: a laurà!
16 marzo 2011
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Garibaldino x sempre
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lunedì 14 marzo 2011
No al nucleare
Centrale nucleare nell’isola, sale l’allarme
Si riaccende la discussione in vista del referendum del 15 maggio: dai politici coro di no
CAGLIARI. L’incubo nucleare dopo il gigantesco terremoto in Giappone ha riaperto il tutto il mondo lo scontro politico sulla sicurezza. In Sardegna, più volte indicata come sito ideale proprio perché terra non sismica, la tragedia di questi giorni ha riacceso non solo i sentimenti di solidarietà per le popolazioni che ora rischiano spaventose contaminazioni, ma ha rialimentato anche la preoccupazione per la possibile installazione di una centrale.
Nell’isola si voterà il 15 maggio per il referendum regionale anti-nucleare. Sarà una consultazione non vincolante né per lo Stato né per la Regione, ma, dopo quanto accaduto su un’isola dall’altra parte del mondo, è facile prevedere che l’affluenza alle urne sarà da record. La giunta di Ugo Cappellacci ha deciso che il referendum sarà accorpato alle elezioni amministrative che interessano 97 Comuni e quasi 500 mila elettori. Lo ha deciso sia per risparmiare 12 milioni di euro con l’abbinamento, sia per dare più possibilità alla riuscita del referendum, altrimenti a rischio quorum. Quando erano circolate le prime indiscrezioni sulla scelta della Sardegna per una centrale, Cappellacci aveva preannunciato la sua netta opposizione: «Dovranno passare sul mio corpo». La vittoria della linea anti-nucleare al referendum gli darebbe la forza di dire «no» a un’eventuale decisione del governo Berlusconi di localizzare nell’isola quello che l’isola ha detto a gran voce di rifiutare.
Il promotore della consultazione popolare, Bustianu Cumpostu, leader di Natzione e a capo del comitato referendario che conta la bellezza di quattromila e cinquecento persone, è sicuro che «ci ritenteranno». «Certo - spiega da Mamoiada, dove ieri pomeriggio è stato impegnato in una delle tante iniziative pubbliche per convincere i sardi ad andare a votare il 15 maggio - ora tireranno fuori questa storia della sismicità e chideranno ai sardi un sacrificio per la patria italiana, come sul Carso. Ma stavolta posso dire che non passeranno, perché il clima che sto registrando dappertutto è di un’opposizione netta. E poi i sardi hanno capito che per la prima volta hanno la possibilità di decidere del loro futuro».
Contro il nucleare in Sardegna è anche il coordinatore del Pdl, Mariano Delogu. «E’ possibile che a qualcuno possa venire l’idea - afferma - di pensare all’isola perché non è sismica, ma non credo che possano poi usare questo ragionamento. Sarebbe come dirci: siccome è molto pericoloso lo rifiliamo a voi». Delogu conferma che al referendum «il Pdl dirà di votare contro il il nucleare, del resto la linea dell’accorpamento tra referendum ed elezioni amministrative è stata decisa dalla giunta non solo per ragioni di risparmio finanziario».
Il deputato del Pd Paolo Fadda domani nella commissione Industria di Montecitorio, della quale è segretario, esaminerà proprio il decreto legislativo sulla localizzazione dei siti nucleari. «Come forza politica - dice - siamo già mobilitati sul referendum sardo, ma lo sforzo che bisogna compiere è quello di guardare all’Europa: è lì che vanno preso le decisioni, non è materia su cui ciascuno può decidere in casa propria, perché i rischi varcano i confini nazionali». La Corte costituzionale ha sancito che il parere delle Regioni non è vincolante per il governo, ma domani Fadda proporrà due cose: una che il parere sia dato non dalle giunte ma dai Consigli regionali, l’altro che la decisione finale debba essere presa «almeno dal 75 per cento del Parlamento, perché sul nucleare non possono esserci scelte di maggioranza». In ogni caso «mi auguro che per la Sardegna si rispetti la volontà del popolo». Su una cosa Fadda dice di essere ottimista: «Secondo alcuni calcoli sarebbe stato accertato che una centrale nucleare in Sardegna non sarebbe conveniente perché i costi di trasporto dell’energia sarebbero eccessivi».
Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Mario Bruno, assicura che il partito sosterrà il referendum: «La Maddalena, Quirra, l’inquinamento industriale per mancanza di sistemi di sicurezza, insomma la Sardegna ha dato fin troppo. Il nucleare sarebbe la pietra tombale dello sviluppo».
lunedì 7 marzo 2011
Peccei Lecture 2011: Blue Economy. La nuova economia che imita la natura
http://www.alternativasostenibile.it/articolo/peccei-lecture-2011-blue-economy-la-nuova-economia-che-imita-la-natura-0503.html
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sabato 5 marzo 2011
Overland 13: da Milano a Shanghai su auto robot elettriche con pannelli fotovoltaici
http://www.ecoblog.it/post/10913/overland-13-da-milano-a-shangai-su-auto-robot-elettriche-con-pannelli-fotovoltaici
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Auto elettriche in crisi per mancanza di terre rare? Forse riciclando...
http://www.ecoblog.it/post/12184/auto-elettriche-in-crisi-per-mancanza-di-terre-rare-forse-riciclando?utm_source=newsletter&utm_medium=mail&utm_campaign=Newsletter:+ecoblog/it+(ecoblog)
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venerdì 4 marzo 2011
Alternativo al nucleare!!!
Dalle rinnovabili 13 mld il fatturato e 140 mila occupati
La potenza totale di energia prodotta e' di oltre 30 gw
03 marzo, 18:16Oltre 140.000 occupati, benefici dal taglio delle emissioni di CO2 pari a un risparmio per il Paese di circa 21 milioni di euro, e la presenza di almeno una fonte rinnovabile in 7.000 comuni su 8.000. Questi numeri che girano intorno alle energie da fonti rinnovabili in Italia.
- SETTORE: Alla fine del 2010- secondo i dati forniti dal presidente del Gse (Gestore servizi energetici) il 15 febbraio 2011 - ''le prime stime'' parlano di una ''potenza totale installata delle energie rinnovabili in Italia'' che ha ''superato i 30 Gw (Gigawatt)''. Con un incremento per il fotovoltaico di oltre il 160% e di circa il 20% per l'eolico.
- FATTURATO: In due anni il fatturato del settore delle nuove rinnovabili - che esclude idroelettrico e geotermia - e' cresciuto di piu' del doppio passando dai 5 miliardi del 2008 agli oltre 13 miliardi del 2010 (8,6 nel 2009).
- IMPATTO SU BOLLETTA: L'impatto sulla bolletta e' dell'1,6%, equivalenti a 0,60 euro al mese (800 milioni di euro nel 2010). E secondo l'ultimo rapporto di Legambiente le rinnovabili sono presenti in 7.000 comuni su 8.000.
- OCCUPAZIONE: Tra il 2009 e il 2010 - in base alle stime di Nomisma energia - il campo delle fonti rinnovabili ha creato oltre 20.000 posti di lavoro. Attualmente il settore rinnovabili conta 120.000 occupati tra diretti e indotto (riparametrate su circa 44.000 famiglie). E potrebbero diventare circa 250.000 - secondo uno studio dell'universita' Bocconi - se l'Italia raggiungera' l'obiettivo del 17% di energia da fonti rinnovabili fissato dall'Ue al 2020.
- FOTOVOLTAICO: Ad oggi sono in funzione - secondo Asso energie future - pannelli fotovoltaici per oltre 3 Gw (Gigawatt) di potenza. Da qui a giugno si arrivera' a 4,7 Gw installati.
- EOLICO: Questo settore ha prodotto oltre 4.898 megawatt di energia con 294 impianti a fine 2009. - BIOMASSE: La conversione in energia degli scarti organici dell'agricoltura ha raggiunto la potenza complessiva cumulata di oltre 2.019 megawatt (419 impianti).
TAGLIO EMISSIONI: Il risparmio in termini di emissioni di CO2 (anidride carbonica), tenendo conto che per ogni chilowattora (Kwh) prodotto dal sistema fotovoltaico si evita l'emissione di 0,64 chilogrammi di CO2, e' di circa 22.080.000 di euro all'anno per lo Stato.
- SETTORE: Alla fine del 2010- secondo i dati forniti dal presidente del Gse (Gestore servizi energetici) il 15 febbraio 2011 - ''le prime stime'' parlano di una ''potenza totale installata delle energie rinnovabili in Italia'' che ha ''superato i 30 Gw (Gigawatt)''. Con un incremento per il fotovoltaico di oltre il 160% e di circa il 20% per l'eolico.
- FATTURATO: In due anni il fatturato del settore delle nuove rinnovabili - che esclude idroelettrico e geotermia - e' cresciuto di piu' del doppio passando dai 5 miliardi del 2008 agli oltre 13 miliardi del 2010 (8,6 nel 2009).
- IMPATTO SU BOLLETTA: L'impatto sulla bolletta e' dell'1,6%, equivalenti a 0,60 euro al mese (800 milioni di euro nel 2010). E secondo l'ultimo rapporto di Legambiente le rinnovabili sono presenti in 7.000 comuni su 8.000.
- OCCUPAZIONE: Tra il 2009 e il 2010 - in base alle stime di Nomisma energia - il campo delle fonti rinnovabili ha creato oltre 20.000 posti di lavoro. Attualmente il settore rinnovabili conta 120.000 occupati tra diretti e indotto (riparametrate su circa 44.000 famiglie). E potrebbero diventare circa 250.000 - secondo uno studio dell'universita' Bocconi - se l'Italia raggiungera' l'obiettivo del 17% di energia da fonti rinnovabili fissato dall'Ue al 2020.
- FOTOVOLTAICO: Ad oggi sono in funzione - secondo Asso energie future - pannelli fotovoltaici per oltre 3 Gw (Gigawatt) di potenza. Da qui a giugno si arrivera' a 4,7 Gw installati.
- EOLICO: Questo settore ha prodotto oltre 4.898 megawatt di energia con 294 impianti a fine 2009. - BIOMASSE: La conversione in energia degli scarti organici dell'agricoltura ha raggiunto la potenza complessiva cumulata di oltre 2.019 megawatt (419 impianti).
TAGLIO EMISSIONI: Il risparmio in termini di emissioni di CO2 (anidride carbonica), tenendo conto che per ogni chilowattora (Kwh) prodotto dal sistema fotovoltaico si evita l'emissione di 0,64 chilogrammi di CO2, e' di circa 22.080.000 di euro all'anno per lo Stato.
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