giovedì 30 dicembre 2010

Democrazia di Natale!

Il presepe di Civitavecchia


La protesta dei pastori sardi sbarca sulla penisola. Volevano raggiungere la capitale per gridare le ragioni del loro malessere che da mesi anima il dibattito politico isolano. Ad attenderli sulle banchine del porto di Civitavecchia c'erano invece diverse decine di poliziotti e carabinieri schierati affinché i circa 200 rappresentanti del Movimento dei pastori sardi (Mps) non partissero con i pullman alla volta di Roma. I manifestanti avevano raggiunto alla spicciolata lo scalo di Olbia dove lunedì sera si erano imbarcati su una nave della Tirrenia. Molte donne, ragazzi e addirittura signore anziane componevano la delegazione che si è vista sbarrare il passo martedì alle prime luci dell'alba. La tensione è scoppiata intorno alle 8 del mattino, dopo quasi tre ore di trattative fra Mps e forze dell'ordine: si poteva uscire dall'area di sbarco solo dopo la consegna dei documenti e la conseguente identificazione. «Non abbiamo fatto niente di male, non siamo dei delinquenti - urlavano i pastori - non ci potete trattenere qui con la forza».
Prima alcuni spintoni e poi lo sfondamento del cordone di polizia e carabinieri da parte dei manifestanti. Manganellate e parapiglia hanno riscaldato il freddo mattino di Civitavecchia con una lotta all'ultimo respiro fra Felice Floris, leader dell'Mps, e alcuni funzionari di polizia che in tutti i modi hanno cercato di fermarlo e portarlo via dai suoi pastori. Priamo Cottu è invece stato bloccato a ammanettato per diversi minuti. Solo la mediazione del sindaco di Busachi (Oristano), Giovanni Orrù, ne ha permesso la liberazione. Il bilancio dei tafferugli è di alcuni feriti lievi, due denunciati per resistenza a pubblico ufficiale e della denuncia per tutti i 200 di manifestazione non autorizzata. I toni si sono poi abbassati e fra le due parti si è ripreso a dialogare. Mentre buona parte dei manifestanti sono rimasti a presidio vicino i pullman parcheggiati sul porto, altri si sono mossi in direzione della stazione ferroviaria con l'intenzione di raggiungere Roma da turisti.
Niente da fare anche in questo caso. «Un cordone di uomini delle forze dell'ordine ci ha impedito di salire sui treni - ha spiegato Maria Barca, portavoce dell'Mps e ferita alla caviglia dal calcio di un poliziotto - questa è una cosa assurda e inaccettabile». Dello stesso tono le dichiarazioni di Floris: «Siamo padri di famiglia, invece ci hanno trattato come criminali; siamo stati sottoposti ad un vero e proprio sequestro preventivo, insieme ai pullman i cui autisti sono stati identificati e minacciati di denuncia se solo si fossero mossi».
La battaglia dei pastori sardi ha mosso i primi passi nel luglio scorso con l'occupazione della statale Carlo Felice (l'arteria che collega Cagliari a Sassari) e con i blocchi negli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero. Poi una sortita anche in Costa Smeralda, la patria dei vip, e una serie di blitz negli scali navali di Porto Torres e Olbia. Fra settembre e ottobre iniziano gli incontri con i politici isolani. Dopo una imponente manifestazione conclusasi sotto la Regione, il 14 settembre, il governatore Ugo Cappellacci, e l'assessore Andrea Prato dichiaravano davanti a migliaia di pastori di accettare il 95% della loro piattaforma. Una lotta di sopravvivenza che rischia di dimezzare, nei prossimi anni, le oltre 15mila aziende zootecniche sarde.

Con la crisi del pecorino romano, esportato soprattutto nei mercati nord americani, il prezzo del latte ovicaprino è crollato a 65 centesimi di euro al litro, mentre per produrlo, secondo diversi studi dell'Mps, se ne spendono fra i 90 e 1 euro. Il 19 ottobre, dopo l'ennesima manifestazione a Cagliari, 12 pastori occupano un'aula della Regione. Scoppiano tafferugli fra manifestanti e forze dell'ordine e un allevatore perde un occhio dopo esser stato colpito da un lacrimogeno. Gli irriducibili abbandonano la sala con la promessa di Cappellacci di accettare le loro richieste. Così il continuo botta e risposta fra governatore e pastori arriva fino ad oggi. «Volevamo portare a Roma - ha precisato Floris - il progetto di un Coordinamento mediterraneo dei pastori che dovrà coinvolgere anche i colleghi francesi, greci e spagnoli affinché a Bruxelles la voce del mondo ovicaprino si faccia più forte con una grande manifestazione europea». Le cose sono andate in maniera diversa, con gli allevatori sardi costretti a risalire, alle 22.30, su quella nave che li aveva portati sul continente con qualche speranza in più.
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mercoledì 24 novembre 2010

I: Emergency - Non toccate il 5 per mille

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From: Emergency <allistante@emergency.it>
Date: Mon, 22 Nov 2010 17:07:44 +0100
To: <alexander.scano@gmail.com>
ReplyTo: allistante@emergency.it
Subject: Emergency - Non toccate il 5 per mille

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Emergency - 22 novembre 2010

Da domani, su quattro malati ne potremo curare uno. Chi sarà il fortunato?
www.emergency.it - Fai una donazione   EMERGENCY su facebook | twitter | youtube

 

NON TOCCATE
IL 5 PER 1000

Sottoscrivi l'appello in difesa del 5 per 1000 su www.iononcisto.org.
Se entrerà in vigore la nuova "Legge per la stabilità" che mette un tetto al 5 per 1000, tutte le organizzazioni del terzo settore subiranno un taglio dei fondi del 75%.

Negli scorsi giorni, i giornali hanno riportato la notizia che la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha esaminato il testo della nuova "legge per la stabilità". Tale legge limiterebbe a 100 milioni di euro i fondi da destinare al "5 per 1000" con una riduzione del 75% rispetto all'importo dell'anno precedente. Tale ulteriore taglio si aggiunge a quelli effettuati al bilancio della cooperazione internazionale italiana, ai contributi alle istituzioni internazionali che aiutano i paesi in via di sviluppo e a quelli per la ricerca scientifica, universitaria e sanitaria.

Questi tagli si ripercuotono significativamente sull'operatività delle organizzazioni del terzo settore, che hanno dimostrato una professionalità molto elevata, oggetto di apprezzamento in Italia e all'estero.

Tagliare i fondi a disposizione del "5 per 1000" significherebbe anche limitare drasticamente la libertà dei cittadini di decidere come destinare la propria quota dell'imposta sui redditi direttamente a sostegno degli operatori del terzo settore.

Per queste ragioni chiediamo al Parlamento Italiano di intervenire per eliminare, nel testo della legge di prossima discussione, il tetto di 100 milioni di euro da destinare al "5 per 1000" per l'anno 2011, ripristinando quanto meno l'importo dei fondi previsti nell'anno 2010.

Ti chiediamo una mano: per dare più forza alla nostra richiesta serve anche la tua firma. Se sei d'accordo con noi, sottoscrivi l'appello su www.iononcisto.org e aiutaci a diffondere la notizia.

 

www.iononcisto.org

Informativa ai sensi dell'art. 13, d.lgs 196/2003: I dati personali comunicati sono trattati, con strumenti manuali e informatici, per l'invio della presente newsletter e per la promozione e la diffusione di iniziative dell'associazione. Il conferimento dei dati è facoltativo; il mancato conferimento o il successivo diniego al trattamento dei medesimi non consentirà di effettuare le operazioni sopra indicate. I dati personali raccolti potranno essere conosciuti solo da personale specificamente incaricato delle operazioni di trattamento e potranno essere comunicati esclusivamente a terzi ai quali sono affidati la predisposizione e l'invio della newsletter e delle eventuali ulteriori comunicazioni. I dati trattati non saranno diffusi. Titolare del trattamento è Emergency - Life Support for Civilian War Victims ONG ONLUS, Via Vida 11, 20127 Milano, in persona del Presidente e legale rappresentante pro tempore. Responsabile del trattamento è la Sig.ra Mariangela Borella, alla quale è possibile rivolgersi, all'indirizzo sopra indicato o a info@emergency.it, per esercitare i diritti di cui all'art. 7 del D. Lgs. 196/2003, tra i quali quelli di consultare, modificare, cancellare, opporsi al trattamento e conoscere l'elenco aggiornato degli altri responsabili.

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mercoledì 17 novembre 2010

Gru precipita a Milano

Posted: 17 Nov 2010 03:07 AM PSTLa gru precipitata in strada MONZA / Mattinata di caos tra Monza e Milano. Viabilità in tilt, code interminabili. Una gru dei cantieri per la costruzione del tunnel è precipitata all'improvviso, andando ad ostruire parte della carreggiata in direzione Milano. Su YouReporter le prime immagini amatoriali inviate dagli utenti: GUARDA IL VIDEOE' accaduto lungo viale Lombardia nel tratto al confine con Cinisello Balsamo. Sul posto sono intervenuti numerosi mezzi della polizia stradale e la gru dei vigili del fuoco.Pesantissimi i disagi per la viabilità. Gli stessi cantieri rendono già da tempo molto problematica la circolazione. Ci mancava solo un blocco completo della corsia verso Milano, che al mattino è la più trafficata.
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domenica 14 novembre 2010

Mattanza di tartarughe!!

In Madagascar la tartaruga verde marina in via di estinzione è protetta dalla legge. Un nuovo studio, tuttavia, ha scoperto che la pesca artigianale nelle regioni più remote potrebbe essere responsabile della morte di ben 16.000 tartarughe ogni anno.

Il divieto di caccia evidentemente non funziona, ed è giunto il momento, dicono i ricercatori, di studiare piani per la conservazione alternativi. Lo studio è importante non solo per le conclusioni a cui arriva, ma anche perché, per raccogliere i dati in questi insediamenti costieri a distanza, i ricercatori hanno impiegato i residenti, coinvolgendoli nel lavoro di tutela della tartaruga. I partecipanti erano tenuti a fare un conteggio delle catture giornaliere ed a scattare una fotografia di ciascuna tartaruga.
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domenica 31 ottobre 2010

Aiutiamo il Pianeta!!!

"Ecco quali sono i dati di cui possiamo fidarci"

Il sole è la principale fonte energetica per il nostro pianeta e al tempo stesso costituisce la forma di energia più pulita dal punto di vista ambientale. Il flusso di energia che raggiunge ogni anno la Terra è superiore di molti ordini di grandezza all'attuale consumo energetico mondiale: riuscire a convogliarla tutta oggi è un'utopia ma abbiamo tecnologie che possono aiutarci a far si che una piccola parte di questa immensa energia naturale possa essere utilizzata per coprire un po' del nostro fabbisogno energetico.

La tecnologia che può aiutarci a raggiungere questo risultato è quella che viene utilizzata nei sistemi fotovoltaici che, attraverso pannelli solari, fanno sì che l'energia che viene dal sole possa essere trasformata in energia elettrica utile nelle case a far funzionare gli elettrodomestici, e nelle aziende a far funzionare le apparecchiature. La quantità di energia che può essere utilmente raccolta da un sistema fotovoltaico dipende anzitutto dalla radiazione del luogo. La radiazione è l'energia solare media che, in un dato intervallo di tempo, colpisce una superficie piana orizzontale e viene misurata in chilowattora al metro quadro (kWh/m2).

Questo è il parametro portante per la progettazione di un impianto solare e varia con la latitudine: per esempio a Milano è circa pari a 1300 kWh/m2 mentre a Palermo 1700 kWh/m2. Nell'arco dell'anno la radiazione solare è soggetta a considerevoli variazioni a seconda dell'ora del giorno, della stagione dell'anno, della latitudine e delle condizioni climatiche da studi e prove effettuate, è emerso che il posizionamento ottimale per il sistema fotovoltaico è quello in cui i raggi solari raggiungono la superficie del modulo in direzione perpendicolare allo stesso. In Italia, per garantire la massima efficienza ed ottimizzare la raccolta solare, è necessario inclinare i moduli di circa 30° con la superficie del modulo rivolta a sud per consentire il massimo di ore di esposizione al sole.

Prendendo come riferimento un impianto da 1kW di potenza nominale con orientamento ed inclinazione ottimali ed assenza di ombreggiamento è possibile stimare i seguenti valori annui di produzione per i sistemi fotovoltaici disponibili oggi sul mercato: 1050 kWh/anno nel nord Italia, 1250 kWh/anno nel centro Italia e 1350 kWh/anno nel sud Italia.Considerando che una famiglia media ha 3 kW di potenza impegnata e un consumo di 3000 kWh all'anno, per coprire questo consumo sarà necessario un impianto fotovoltaico di potenza nominale pari ad almeno 2,86 kW nel nord Italia, un impianto di 2,4kW al centro e un impianto di 2,2 kW al sud.


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L'Isola che non c'è per il Governo

Dimenticati all’Asinara
isolacassintegrati
Ci sono quattro buste appena aperte, ma adesso arriva il freddo. Forse non gliene frega nulla a nessuno, in questo paese, perché gli operai della Vinyls di Porto Torres, volontariamente autoreclusi nell’isola dell’Asinara, non praticano il Bunga Bunga, ma casomai lo subiscono, per il gioco delle trattative e delle beffe realizzato sulla loro pelle. Adesso arriva il freddo, l’inverno, che si abbatte gelido sulle colline brulle dell’Asinara e la protesta dopo 246 giorni di stenti può diventare persino drammatica, ed è appesa al filo di un’asta che si chiude questa settimana. Oggi si toccano 246 giorni di occupazione delle celle della diramazione carceraria di Formelli. In questa lunga stagione di stenti sull’isola si sono celebrati compleanni di bambini, un primo maggio di musica e di festa, svariate dirette televisive. Si sono visti succedere, nella terra vista dall’isola – cioè l’Italia – tre presunti ministri dello Sviluppo economico. Tutti sanno che Claudio Scajola si è dimesso travolto dallo scandalo della casa “a sua insaputa”, non tutti ricordano che quella mattina aveva un appuntamento al ministero in cui avrebbe dovuto “risolvere” la vertenza e favorire l’acquisto da parte di una ditta araba, la Ramco, l’unica che fino a quel momento avesse fatto un’offerta di acquisto seria. Ma quel giorno Scajola non prese mai parte a quell’incontro, l’Eni tenne alto il prezzo delle sue materie prime (che sono il punto decisivo di questa trattativa), la Ramco fece un passo indietro e scomparve. Poi è stata la volta del ministro ad interim, Silvio Berlusconi. Mesi di limbo in cui nulla è accaduto e nulla è stato fatto. Adesso tocca a Paolo Romani, che non ha ancora ritenuto opportuno fare passi ufficiali su questa vicenda.
La Sardegna è sempre più il luogo simbolo della rabbia: pastori in rivolta, industrie dimesse e poi loro, l’Isola dei Cassintegrati, raggiunti nei giorni scorsi persino da una delegazione che è partita in barca dall’Australia per conoscere la loro esperienza. Adesso però ci sono quattro buste sul tavolo negoziale: i commissari straordinari che hanno il compito di gestire l’azienda nel periodo di crisi le hanno aperte lunedì scorso. Quattro offerte che, come in un gioco di scatole cinesi, potrebbero rappresentare altrettanti offerenti. C’è un ditta svizzera dietro cui – come scrive sul sito degli operai della Vinyls Michele Azzu – “potrebbe celarsi la stessa Ramco”. Delle quattro, questa è l’unica che si propone di acquistare tutti gli impianti, sia quelli di Porto Torres che quelli di Porto Marghera e di Ravenna. Poi c’è una ditta di Varese che vuole acquisire solo quelli di Ravenna e poi c’è una società croata con una pessima fama, la Dioki, che ambisce solo a quelli del Veneto. In ballo, nei tre stabilimenti ci sono 370 operai. E secondo i sindacalisti che hanno seguito la trattativa persino dietro la società di Varese potrebbe nascondersi un altro protagonista industriale di primo piano, i francesi della “Arkema”. Non è un retroscena da poco, se fosse vero, perché quest’anno le quotazioni di mercato del Pvc sono salite e le quote di produzione abbandonate dall’Italia sono state coperte da Francia, Spagna e Germania. Forse questa trattativa nasconde un “Risiko” più complesso di quanto appaia in superficie e una strana forma di “desistenza” industriale che verrebbe meno se la chimica italiana riaprisse i battenti.
Sta di fatto che adesso arriva il freddo gelido dell’inverno sardo, nuvole nere cariche di pioggia si affacciano sul mare. E mantenere l’occupazione della Torre Aragonese (che dura da dieci mesi) e il presidio nell’isola (da otto) può diventare persino rischioso per l’incolumità degli operai. C’è chi, come Andrea Spanu, si è fatto crescere la barba lunga, chi ogni tanto torna a terra come Tino Tellini. Tra i cassintegrati si sono persino create dinamiche da reality, sono usciti due diversi libri (quello di Tino Tellini e quello di Silvia Sanna) ci sono state lezioni magistrali all’università, litigi e amori.
C’è di nuovo che questa volta l’Eni, per bocca di Leonardo Bellodi, l’amministratore delegato della Syndial (la società del gruppo che segue la trattativa) ha espresso la volontà di “venire incontro al compratore”. Come? Praticando prezzi di favore sul dicloroetano, materia fondamentale per il ciclo del Pvc sviluppato dalla Vinyls. Pietro Marongiu, il “tiranno dell’isola”, decano degli operai sardi, ripete: “Anche se arrivasse la glaciazione resteremo nell’isola. Qualcuno ha detto che siamo in vacanza e non vede l’ora che ce ne andiamo, ma noi abbiamo una sola certezza: ce ne andremo solo quando la trattativa sarà, in un modo o nell’altro risolta”. Ci sono quattro buste, arriva il freddo, e altri sette giorni di attesa da passare. Al contrario dei reality televisivi, qui il dramma è vero.
Luca Telese

martedì 26 ottobre 2010

Tweet da @ansa_it

Usa: piu'grande impianto solare mondiale. Quattro centrali solari da 250 megawatt ciascuna http://bit.ly/d7E2JR


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venerdì 15 ottobre 2010

Tweet da @repubblicait

Trucchi, caffè, droghe, niente soste camionisti-schiavi diventano assassini: INCHIESTA ITALIANATrucchi, caffè, dr... http://bit.ly/9mEX4j


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I: Marea rossa in Ungheria. Il nostro team è sul posto

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From: Greenpeace Italia <greenpeace.italy@mailing.greenpeace.org>
Date: Wed, 13 Oct 2010 12:18:46 -0400 (EDT)
To: <alexander.scano@gmail.com>
ReplyTo: greenpeace.italy@mailing.greenpeace.org
Subject: Marea rossa in Ungheria. Il nostro team è sul posto

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Ciao alexander,

sicuramente sarai a conoscenza della marea rossa che si è riversata nelle strade, nei campi e nei fiumi dell'Ungheria. Giornali, radio e tv ne parlano da giorni. Il 4 ottobre scorso qualcosa non ha funzionato nell'impianto di lavorazione dell'alluminio della città di Ajka, nella parte occidentale del territorio ungherese. Tonnellate e tonnellate di fanghi tossici sono fuoriusciti dalla vasca di contenimento, inondando presto tutta la zona. Il giorno successivo un nostro team è arrivato sul posto.

Abbiamo prelevato nei pressi di Kolontar dei campioni di acqua e fango e li abbiamo portati ad analizzare alla Austrian Federal Environment Agency di Vienna e al laboratorio Balint di Budapest. I risultati delle analisi sono allarmanti: valori di metalli pesanti sorprendentemente alti. Oltre a mercurio e cromo, elevata soprattutto la concentrazione di arsenico.

Questa contaminazione rappresenta un grave rischio per gli ecosistemi acquatici, le falde di acqua potabile e la salute pubblica, anche a lungo termine. Intanto il Governo ungherese non ha ancora pubblicato alcun dato sulla contaminazione dei fanghi. Perché deve essere sempre Greenpeace a pubblicare dati sconcertanti e informare sulla realtà dei fatti?

Le autorità ungheresi hanno perlomeno posto sotto il controllo dello Stato l'impianto di alluminio di Ajka, che è stato commissariato per due anni. Il compito del commissario, oltre che organizzare la riapertura dell'impianto, consisterà nell'avviare un processo di riparazione dei danni, gestire gli indennizzi a carico dell'azienda e accertare le responsabilità del disastro.

Vittime e opinione pubblica hanno il diritto di sapere esattamente cosa c'è sotto. Il nostro team sta già effettuando nuovi prelevamenti. Non ce ne andiamo fino a quando non avremo scoperto tutta la verità su quel fango. E la diremo anche a te!

Abbiamo bisogno del tuo sostegno per continuare la ricerca e testimoniare quello che accade qui, fai una donazione oggi stesso!


DONA ORA

Grazie!

Vittoria Polidori
Responsabile campagna Inquinamento
Greenpeace Italia


 
 

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Greenpeace Italia 2010

Fanghi tossici in Sardegna? “Bomba ecologica” rossa a Portovesme, l’allarme di Panorama

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/fanghi-tossici-bomba-ecologica-portovesme-panorama-592969/
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sabato 2 ottobre 2010

Tweet da @feedecologia

Michelin Sotto Accusa Per Decessi Da Tumore http://goo.gl/fb/1ZMWV #michelin


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domenica 19 settembre 2010

Tremonti: "L'eolico è una balla" - Tg24 - Sky.it

Come è possibile che un ministro dica certe cose che non riuscirebbe a pensare neanche un BossiTrota? Povera Italia! http://tg24.sky.it/tg24/economia/2010/09/18/giulio_tremonti_eolico_cortina.html
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domenica 12 settembre 2010

Il pecorino sardo si fa concorrenza da solo


Dietro i romeni due imprenditori isolani

I fratelli Pinna, primi produttori caseari della Sardegna,

controllano il 70,5% di Lactitalia. Il resto è della Simest

MENTRE PROTESTANO PASTORI E ALLEVATORI



Il pecorino sardo si fa concorrenza da solo

Dietro i romeni due imprenditori isolani



I fratelli Pinna, primi produttori caseari della Sardegna,

controllano il 70,5% di Lactitalia. Il resto è della Simest





Le proteste dei pastori sardi a Roma (foro Epa)

Capitale, azionisti, mission: dalla Camera di commercio di Bucarest affiorano tutti gli ingredienti di un business fratricida. Se non nei fermenti lattici (romeni) almeno negli investimenti, il pecorino dell’Est concorrente del Dop è rigorosamente italiano. Mentre pastori e allevatori, schiacciati dalla crisi dei vari comparti, manifestano con sit in e proteste locali (dalla Sardegna alla Sicilia) dai registri di Bucarest, spunta l’identikit della concorrenza. Lactitalia, società «cu raspundere limitata», specializzata in allevamento di bovini da latte, ovini, caprini, prodotti caseari e alimentari vari (ma anche investimenti e amministrazione d’immobili) che esporta latticini romeni con nome cinematografico - «La Dolce Vita» - è un mix inatteso di capitale privato e pubblico. La prima sorpresa la riservano gli investitori privati,ossia la Roinvest srl.



Se il nome è oscuro, la proprietà è illustre: l’impresa, con sede a Sassari, appartiene infatti ai primi produttori caseari della Sardegna: Andrea e Pierluigi Pinna. Nomi prestigiosi con un ruolo strategico proprio nella difesa del made in Italy. Il primo, Andrea, è vice presidente del Consorzio di Tutela del Pecorino sardo. Suo fratello, Pierluigi è consigliere dell’organismo che certifica il controllo di qualità dello stesso formaggio nostrano. L’uno e l’altro dovrebbero difendere il prodotto dai falsi, come si legge sul sito: «Il consorzio svolge sia nel territorio di produzione che in quello di commercializzazione, funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e salvaguardia degli interessi relativi alla denominazione, contro ogni e qualsiasi abuso, atto di concorrenza sleale e contraffazione». Con una quota azionaria pari al 70,5% i Pinna sono i principali azionisti di Lactitalia. Quanto all’altra fetta di azionariato, il 29,5% del capitale residuo, appartiene alla pubblica Simest, controllata dal ministero dello Sviluppo economico. Sul «pecorino di stato» tuona Coldiretti: «Ci auguriamo che il ministero ritiri la quota di partecipazione a un’impresa che imita il made in Italy e fa concorrenza sleale ai nostri imprenditori» dice Sergio Marini, presidente di Coldiretti. Insomma qui non è più la lotta al Chianti californiano, al pesto della Pennsylvania o al pomodoro cinese: il piccolo faro occupazionale rappresentato dallo stabilimento Lactitalia di Recas a 20 chilometri da Timisoara, rappresenta un affronto per pastori, e allevatori che producono a costi sempre più elevati e con margini sempre più incerti.



A parte la bile per i soci dei consorzi nello scoprire che i propri rappresentanti nominati per tutelarli investono nell’impresa concorrente (beneficiando di sovvenzioni pubbliche, di solito regionali), c’è quell’investimento pubblico in Lactitalia che, secondo i calcoli di Coldiretti, è pari a «862mila euro». Mica poco. Intanto fratelli Pinna, interpellati in proposito, non rispondono. Vuoi per gli impegni aziendali, vuoi per altri locali: «Mi spiace ma non sono in sede, partecipano alla festa patronale della Madonna di Seuni» spiegano con gentilezza dalla direzione. Irritazione per la vicenda Lactitalia filtra anche dal ministero dell’Agricoltura: «Abbiamo istituito un gruppo di lavoro che si occupa di contraffazioni dei prodotti agricoli italiani in genere. Quanto a Lactitalia, la responsabilità non è nostra ma di chi ha gestito e gestisce il ministero dello Sviluppo. Si conferma comunque che abbiamo ragione promuovere la battaglia sull’etichettatura e insistere con l’Europa affinchè vigili sui prodotti di origine controllata e sanzioni in caso di contraffazioni».



Ilaria Sacchettoni

12 settembre 2010

Fonte il Corriere della Sera

martedì 7 settembre 2010

I: Newsletter settembre 2010 - INGIUSTA SENTENZA PER GLI ATTIVISTI DELLE BALENE!

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From: "Greenpeace Italia" <gpitalia@greenpeace.org>
Date: Tue, 07 Sep 2010 18:54:09 +0200
To: <alexander.scano@gmail.com>
ReplyTo: milena.sgaramella@greenpeace.org
Subject: Newsletter settembre 2010 - INGIUSTA SENTENZA PER GLI ATTIVISTI DELLE BALENE!

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Sentenza ingiusta per i Tokyo Two. Leggi la news

Ciao alexander,


per il mondo dell’attivismo ieri è stato un giorno nero! Junichi e Toru – i nostri due attivisti che hanno denunciato la corruzione del programma giapponese di caccia alle balene – sono stati condannati a un anno di reclusione con sospensione della pena per tre anni. Una sentenza assolutamente sproporzionata e ingiusta per i "Tokyo Two", che hanno agito per far sapere al mondo la verità sulla caccia alle balene nell'Oceano Antartico.

I Tokyo Two sono stati ritenuti colpevoli di furto e violazione di domicilio. Per smascherare il contrabbando di carne di balena all’interno del programma di caccia giapponese, Junichi e Toru erano riusciti a intercettare due delle numerose casse contenenti carne di balena, destinate illegalmente a membri dell'equipaggio per uso "privato". In tutto il mondo – anche a Roma – abbiamo protestato contro questa sentenza, che rappresenta un freno per la democrazia e per i diritti. L’attivismo non è un crimine!

 



DIALOGO DIRETTO

Cerchi lavoro? Da settembre il Dialogo Diretto - oltre a Roma, Milano, Torino e Bologna - sarà presente anche a Napoli e Padova. Se ti interessano le tematiche ambientali e stare a contatto con la gente, invia subito la tua candidatura.
Per candidarti
 

IN AUSTRIA CONTRO 'BERLUSCONI NUCLEARE'
È partita la campagna virale di Greenpeace Austria "Stop Berlusconi" per fermare i piani nucleari del nostro Presidente del Consiglio. Gli austriaci si preoccupano soprattutto perché uno dei siti nucleari più probabili in Italia, Chioggia, è vicino al loro confine.
Leggi la news


 
BLOCCATA PIATTAFORMA PETROLIFERA NELL’ARTICO
Hanno passato più di quaranta ore appesi alla piattaforma petrolifera Stena Don nell'Artico. Sono state le dure condizioni climatiche – drastico abbassamento delle temperature, vento forte e mare in tempesta - a costringere i nostri quattro attivisti a scendere. Hanno bloccato le operazioni di esplorazione per due giorni!
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SOGLIOLE TOSSICHE: NON INGERIRE!
Le sogliole pescate nel Santuario dei Cetacei sono tossiche! Tutti gli esemplari che abbiamo fatto analizzare risultano contaminati da metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici e bisfenolo A, in certi casi oltre il limite consentito dalla legge.
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EVENTI DEL MESE

GREENPEACE FESTIVAL A SALERNO – Dal 17 al 19 settembre a Sicignano degli Alburni (SA), nel Parco Nazionale del Cilento si terrà il festival dedicato a Greenpeace. Si esibiranno varie band musicali del salernitano, che spazieranno dalle musiche etniche e popolari, al jazz, al rock, al metal. Stand degustativi di numerose aziende di agricoltura biologica ed esposizioni di artisti sensibili alla causa ambientalista. Non mancheranno i nostri campaigner a parlare delle ultime attività dell’associazione.

FIERA DEL RISO – Il 30 settembre alle ore 18.00, in occasione della Fiera del Riso a Isola della Scala (Verona), Greenpeace organizza un incontro per salvaguardare il riso italiano dagli OGM. Alla Tavola rotonda parteciperanno Greenpeace, Consorzio di Tutela del riso Vialone nano veronese, Slow Food, Coldiretti, Aiab e il Prof. Gianni Tamino, dell’Università di Padova. Al termine dell'incontro verrà offerto a tutti i presenti un piatto di risotto rigorosamente NON-OGM!

ZERO EMISSION – Dal 7 al 10 settembre presso i padiglioni della Fiera di Roma si terrà il più grande evento dedicato alle energie rinnovabili. Il 9 alle ore 10.50 interverrà come relatore Alessandro Giannì, il nostro direttore delle Campagne, nella sessione "Il solare a concentrazione: progetti e prospettive per il futuro".


 
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PS: Come saprai, Greenpeace è indipendente e realizza le sue campagne solo grazie all’aiuto di singole persone come te. Se non lo sei già, diventa un sostenitore di Greenpeace! Sostieni questa e altre campagne in difesa del pianeta cliccando qui

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Generatore Eolico.jpg

L'energia del futuro...
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mercoledì 1 settembre 2010

I: DUE NAVI IN MISSIONE CONTRO IL PETROLIO

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From: "Greenpeace Italia" <gpitalia@greenpeace.org>
Date: Tue, 31 Aug 2010 18:39:41 +0200
To: <alexander.scano@gmail.com>
ReplyTo: milena.sgaramella@greenpeace.org
Subject: DUE NAVI IN MISSIONE CONTRO IL PETROLIO

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Greenpeace Update
31 Agosto 2010
 


Ciao alexander,

da questa mattina all’alba quattro dei nostri attivisti stanno bloccando la piattaforma petrolifera Stena Don, situata nelle gelide acque al largo della Groenlandia. Gli attivisti sono riusciti a scalare la piattaforma e sono ben equipaggiati per rimanere appesi diversi giorni.

Le grandi compagnie petrolifere devono restare fuori dall'Artico. Piattaforme come questa - impegnate in esplorazioni petrolifere - potrebbero far scattare la scintilla della corsa all’oro nero nell'Artico, mettendo a rischio questo fragile ecosistema e il clima globale.

Se riusciremo a bloccare la Stena Don anche per pochi giorni sarà difficile per la compagnia britannica Cairn Energy terminare le attività di esplorazione entro quest'anno. Un tempo che speriamo sia sufficiente a ottenere una moratoria mondiale per l'estrazione di idrocarburi in alto mare.

I quattro climber sono partiti a bordo dei gommoni provenienti dalla nostra nave Esperanza impegnata da qualche settimana in un tour nell'Artico contro le perforazioni petrolifere, mentre anche un'altra nave, l'Arctic Sunrise, è in missione nel Golfo del Messico per svolgere analisi indipendenti sull'impatto della marea nera.

Le nostre azioni contro il petrolio sporco non si fermano qui. Continua a seguirci e aiutaci a diffondere la nostra campagna.

Grazie!

Giorgia Monti
Responsabile Campagna Mare
Greenpeace Italia


 


 

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Greenpeace Italia 2010

martedì 31 agosto 2010

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#Torre dei corsari #costaverde #Sardegna: Elicotteri e motoscafi della p. civile cercano il ragazzo 17enne scomparso tra le onde domenica!


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E se una nazione affonda?: Non l'Italia, parliamo delle isole Marshall: e di affondare sul serio http://bit.ly/dfZ64h


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