venerdì 15 ottobre 2010

I: Marea rossa in Ungheria. Il nostro team è sul posto

Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!


From: Greenpeace Italia <greenpeace.italy@mailing.greenpeace.org>
Date: Wed, 13 Oct 2010 12:18:46 -0400 (EDT)
To: <alexander.scano@gmail.com>
ReplyTo: greenpeace.italy@mailing.greenpeace.org
Subject: Marea rossa in Ungheria. Il nostro team è sul posto

Se non visualizzi correttamente questa mail clicca qui


Ciao alexander,

sicuramente sarai a conoscenza della marea rossa che si è riversata nelle strade, nei campi e nei fiumi dell'Ungheria. Giornali, radio e tv ne parlano da giorni. Il 4 ottobre scorso qualcosa non ha funzionato nell'impianto di lavorazione dell'alluminio della città di Ajka, nella parte occidentale del territorio ungherese. Tonnellate e tonnellate di fanghi tossici sono fuoriusciti dalla vasca di contenimento, inondando presto tutta la zona. Il giorno successivo un nostro team è arrivato sul posto.

Abbiamo prelevato nei pressi di Kolontar dei campioni di acqua e fango e li abbiamo portati ad analizzare alla Austrian Federal Environment Agency di Vienna e al laboratorio Balint di Budapest. I risultati delle analisi sono allarmanti: valori di metalli pesanti sorprendentemente alti. Oltre a mercurio e cromo, elevata soprattutto la concentrazione di arsenico.

Questa contaminazione rappresenta un grave rischio per gli ecosistemi acquatici, le falde di acqua potabile e la salute pubblica, anche a lungo termine. Intanto il Governo ungherese non ha ancora pubblicato alcun dato sulla contaminazione dei fanghi. Perché deve essere sempre Greenpeace a pubblicare dati sconcertanti e informare sulla realtà dei fatti?

Le autorità ungheresi hanno perlomeno posto sotto il controllo dello Stato l'impianto di alluminio di Ajka, che è stato commissariato per due anni. Il compito del commissario, oltre che organizzare la riapertura dell'impianto, consisterà nell'avviare un processo di riparazione dei danni, gestire gli indennizzi a carico dell'azienda e accertare le responsabilità del disastro.

Vittime e opinione pubblica hanno il diritto di sapere esattamente cosa c'è sotto. Il nostro team sta già effettuando nuovi prelevamenti. Non ce ne andiamo fino a quando non avremo scoperto tutta la verità su quel fango. E la diremo anche a te!

Abbiamo bisogno del tuo sostegno per continuare la ricerca e testimoniare quello che accade qui, fai una donazione oggi stesso!


DONA ORA

Grazie!

Vittoria Polidori
Responsabile campagna Inquinamento
Greenpeace Italia


 
 

Condividi su

        


Per disiscriverti da questa newsletter clicca qui
Greenpeace Italia 2010

Nessun commento:

Posta un commento