sabato 8 gennaio 2011

Uova alla diossina, Fazio: guardate la provenienza

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Allarme in Europa per le uova alla diossina, per ora i rischi riguardano soprattutto la Germania dove sono stati chiusi oltre 4 mila e 700 allevamenti, ma anche l' Olanda e il Regno Unito. In Italia il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha disposto in via cautelativa il controllo di latte, uova e carni suine importate. I livelli di diossina nei grassi animali erano 78 volte al di sopra del normale. L'azienda sapeva già dal marzo 2010 di questi valori abnormi.


L'Italia ha importato dalla Germania "una quantita' di uova limitate ma grazie all'etichettatura e' possibile rintracciarle guardando il marchio di produzione e provenienza".

Lo ha detto il ministro della Salute Ferruccio Fazio in merito alla contaminazione di alcuni alimenti avvenuta in Germania. Il ministro ha rassicurato sul fatto che le uova italiane, che sono marchiate e tracciabili, "sono garanzia di sicurezza anche in Germania".

Quanto al latte, Fazio ha detto che e' stata inviata una lettera ai produttori italiani che importano latte dalla Germania ricordando di effettuare controlli per la diossina, mentre saranno effettuati test a campione da Nas e Regioni in tutta Italia. Il ministro ha infine detto che martedi' e mercoledi' a Bruxelles ci saranno riunioni tecniche sull'argomento.

La doppia produzione di oli industriali e acidi grassi destinati ai mangimi animali e' all'origine della contaminazione di diossina in uova, carne e latte in Germania.

Lo spiega all'ADNKRONOS SALUTE il ministro della Salute Ferruccio Fazio che questa mattina ha avuto precisazioni da Bruxelles sull'argomento. "La stessa azienda responsabile della contaminazione -dice Fazio- aveva contemporaneamente una produzione di oli industriali di scarto e di acidi grassi usati nei mangimi animali. Ha avuto l'opportunita' quindi di mescolare i due prodotti" dice il ministro convinto che "bisogna essere molto piu' severi in questo campo. Non si puo' permettere a chi produce pericolosi oli industriali di occuparsi anche di materie prime per l'alimentazione animale".

Non e' la prima volta infatti che questo problema si verifica. "Nel 1999 -ricorda Fazio- si e' verificata la stessa situazione in Belgio. E' la seconda volta, e' necessario quindi prendere provvedimenti". Fazio ha anche ricordato l'impegno dell'Italia per un'etichetta trasparente sui prodotti alimentari.

"Il nostro Paese ha votato contro la risoluzione proposta proprio dal Belgio e appoggiata dalla Germania per un'etichettatura non sufficientemente trasparente. Noi vogliamo che ci sia chiarezza in particolare sulla provenienza e sull'origine di tutti gli alimenti".
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