domenica 29 maggio 2011

Il Micro idroelettrico

Ecco il micro-idroelettrico

La generazione di energia elettrica mediante impianti idroelettrici rimane, molti decenni dopo la sua introduzione, uno dei capisaldi dell'energia rinnovabile.

E se un grande impianto alpino può alimentare un'intera regione, una turbina, un motore elettromagnetico e una caduta d'acqua sono sufficienti ad alimentare una piccola comunità.

La natura del motore elettromagnetico in questione è ampiamente discutibile – se è vero che molte aziende offrono motori a immersione sviluppati ad hoc, è anche vero che in condizioni di emergenza è possibile arrangiarsi e comunque ottenere risultati apprezzabili: un motore di lavatrice, opportunamente dotato di un'elica fissata al piantone, e sistemato sopra ad una condotta di acqua, può produrre fino a 3 kilowatt – sufficienti per alimentare una abitazione in occidente, o un piccolo centro abitato in un paese in via di sviluppo (dove sarebbe sufficiente a fornire luce elettrica ed energia per un paio di macchine da officina).

Allo stato attuale, impianti micro-idroelettrici sviluppati con materiali di recupero e un abbondante impiego di bricolage rappresentano la fonte principale di energia elettrica in Sri-Lanka e in Sud-Est Asiatico, in vaste aree nella catena del Himalaya e lungo la cordigliera Andina, e nella Cina rurale (dove il numero effettivo di impianti è risultato finora impossibile da censire).

Con una vecchia lavatrice, il cambio di una bicicletta e pochi metri di tubazioni e cavi elettrici, è possibile trasformare radicalmente l'economia di un villaggio, modificare (in meglio) la vita di una mezza dozzina di nuclei familiari – un'idea che negli anni passati è stata sfruttata ampiamente, e inaspettatamente, dalle forze armate americane di stanza in Afghanistan.

Una piccola centrale micro-idro, messa in piedi in un weekend da un gruppo di genieri, è il classico "segno di buona volontà"nei confronti di piccoli insediamenti, e svolge una molteplicità di funzioni. Incidendo sull'economia della comunità, un piccolo impianto non solo migliora le condizioni generali di vita della popolazione, ma contribuisce a renderla indipendente da fonti esterne di sostentamento, spesso nell'area himalayana legate alla produzione di stupefacenti.

E la gestione della centrale, affidata a personale locale dopo un bre addestramento, comporta lo sviluppo di competenze spendibili.

Al valore solidamente propagandistico dell'operazione, che induibbiamente mira ad umanizzare le forze di occupazione e instaurare un rapporto di comunicazione con i locali, si associa un autentico cambiamento in positivo. Più difficoltosa – forse perché non supportata dalle forze armate americane – l'adozione di impianti micro-idroelettrici nei paesi industrializzati, dove le basse quantità di energia prodotta non sono sufficienti a sostenere gli elevatissimi consumi di un nucleo familiare.

Il micro-idroelettrico rimane una risorsa per situazioni particolari - l'outback australiano o le foreste di conifere del Canada – ma stenta a prendere piede anche in nazioni, come l'Italia, nelle quali l'elevata disponibilità di acqua corrente si associa al grande numero di piccoli insediamenti rurali o montani che potrebbero, con questo strumento, rendersi indipendenti dalla rete elettrica nazionale.
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